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Nella medicina Ayurvedica la Musica ed il Suono sono elementi imprescindibili e ineffabili per equilibrare il funzionamento dei doshas (tipo costituzionale psicofisiologico). Ciò avviene attraverso l'applicazione bilanciata della musica Gandharva e dei principi di Nada (Suono primordiale). Nell'antica tradizione cinese i suoni degli elementi creano una Musica che circola nei meridiani con flussi di Chi, equilibrando in modo naturale Cielo e Terra nell'individuo. Anche nella meno conosciuta Saggezza Musicale Pitagorica, derivante della Musica delle Sfere, il potere catartico, educativo e terapeutico dei Toni musicali è innalzato e consacrato. Questa Saggezza è stata diffusa nel mondo occidentale quale Scienza /Arte da oltre 2500 anni.
Per Pitagora la salute è armonia, equilibrio di cose contrarie, la malattia invece è una disarmonia, uno squilibrio, una sproporzione di elementi, di qualità, di umori. La giusta proporzione è condizione necessaria per una perfetta salute psicofisica. La rottura di questo equilibrio, con predominio di uno degli umori sugli altri, genera la malattia, e guarire significa ricostituire il loro perfetto contemperamento - SINTONIA. La Medicina era, per Pitagora, la Scienza del togliere e dell'aggiungere o, come diceva Platone dello svuotare e del riempire, eliminando l'eccesso o il difetto.

Giamblico nella Vita Pitagorica dice: "Credendo che la prima cura degli uomini dovesse cominciare dalla percezione sensibile, a partire dall'Ascolto - percezione di belle forme e figure, di bei ritmi e melodie - poneva per prima l'educazione musicale, per mezzo di determinati ritmi e melodie che curano l'indole e gli affetti umani, riconducendo all'originario equilibrio le facoltà dell'anima; inoltre escogitò dei mezzi per prevenire e guarire malattie fisiche e psichiche.
Ma al di sopra di tutto ciò - prosegue Giamblico - sono degni di considerazione i cosiddetti trattamenti e adattamenti musicali da lui predisposti ed organizzati per i discepoli, inventando con straordinaria abilità combinazioni musicali di genere diatonico, cromatico ed enarmonico con cui abitualmente mutava agevolmente e rovesciava nei loro opposti i sentimenti dell'anima, che in quelli erano sorti di recente e cresciuti in modo inconsulto e irrazionale: moti di dolore, d'ira, gelosie e paure assurde, brame di ogni genere, eccitazioni e depressioni, rilassatezza e impetuosità d'animo. Ciascuno di questi sentimenti egli emendava nel senso della virtù, per mezzo di convenienti armonie musicali".


 

 
 
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